IL FARO

 

31/01/2018

PERIODICO DEL CENTRO STUDI “PIER  GIORGIO FRASSATI” - CARIATI (CS) NOTIZIA ON LINE

"Laico nella Chiesa, cristiano nel mondo"

TESTO DELL'OMELIA TENUTA DA DON ROCCO SCORPINITI

Il 31 gennaio 1988, nell’Ospedale di Cariati, dove svolgeva il Ministero di Cappellano, moriva , attorniato dai Parenti, Mons. Francesco Rizzuti, Sacerdote di Cariati. Nel 1988, oltre alla cura spirituale degli ammalati dell’Ospedale, era anche Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati e Parroco di san Cataldo, elevata a Parrocchia, per Suo volere, nel 1987.

E’ stato il primo Parroco ed unico fino ad oggi della Chiesa di san Cataldo. Gli altri sacerdoti che hanno operato in questa Parrocchia sono stati Amministratori o Collaboratori del Parroco di San Michele Arcangelo.

Vogliamo ricordare don Ciccio non perché oggi si compiono trent’anni del Suo trasferimento in Cielo, ma per confrontarci con una figura che ha scritto un pezzo della storia di Cariati e della Chiesa.

Se don Ciccio umanamente era cittadino di Cariati, anche se ogni uomo e cittadino del mondo,  Egli è stato e continua ad essere Sacerdote dell’Universo.

Il Sacerdote infatti è un “alter Cristus”, un ponte tra l’Umanità e Dio, come il letto del fiume sul quale scorre l’abbondante Grazia di Dio, per raggiungere e risanare le ferite e le debolezze dell’Umanità.

Don Ciccio è stato tutto questo perché ha risposto alla chiamata del Signore che lo ha scelto come Suo Collaboratore di riconciliazione con l’Umanità guastata dal peccato e come Collaboratore di Misericordia e Grazia in abbondanza.

Come ha svolto don Ciccio questa collaborazione? Ascoltando con attenzione e amorevolezza tutti quelli che  si rivolgevano  a Lui in tutte le ore del giorno : fedeli, religiosi e religiose, sacerdoti, Vescovi. La Sua funzione di Parroco in Cattedrale, di Cancelliere della Curia, di accompagnatore del Vescovo Semeraro al Concilio Vaticano II negli anni 1963/1965, di Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, di Cappellano dei Malati, di insegnante dei ragazzi del Seminario, tra i quali ci sono stato anch’io,  di insegnante dei Giovani del Liceo di Cariati, dove per alcuni anni abbiamo insegnato insieme, sono state tutte occasioni dove don Ciccio ha manifestato la sua grande capacità di Ascolto, la Sua profonda saggezza nel proporre le risposte, la Carità con la quale accoglieva tutti, l’Amore con cui serviva la Chiesa, svolgendo con puntualità e fedeltà i suoi impegni.

Ho imparato da Lui ad ascoltare in silenzio, ad essere puntuale, a svolgere con fedeltà e passione il mio Ministero Sacerdotale.

Don Ciccio è stato un uomo coraggioso. Giovane prete, veniva mandato in vari paesi della Diocesi di Cariati per contestare pubblicamente, nelle piazze, i Comunisti che negli anni !945/1960 più o meno, in nome della giustizia sociale creavano confusione e smarrimento nel popolo. Dotato di intelligenza molto vivace, non legato a schemi, una sera si trovava alla stazione ferroviaria di Torre Melissa (Comune che allora faceva parte della Diocesi di Cariati). Doveva andare a Melissa per tenere un comizio e aspettava un mezzo di fortuna per salire in paese. Passò un camion pieno di braccianti che rientravano a casa a Melissa. Vedendo un prete cominciarono a cantare “Bandiera Rossa”. Lui si avvicinò e chiese un passaggio. Salì sul camion e cantando “Bandiera Rossa” entrò nel paese. Ringraziò quegli amici che gli avevano dato il passaggio e li invitò  tutti al comizio che avrebbe tenuto di lì a poco in piazza. All’ora stabilita erano tutti in piazza con familiari ed amici per ascoltarlo.

Il comizio naturalmente era contro le loro aspettative. Immaginate la reazione di quelli che gli avevano dato poco prima il passaggio, tanto che alla fine dovettero accompagnarlo alla stazione i Carabinieri e poté far ritorno a Cariati.

Il Suo coraggio e la Sua fermezza le manifestava soprattutto quando doveva difendere qualcuno, difronte ad Autorità civili o religiose.

Ricordo quando giunse la notizia della soppressione della Diocesi di Cariati. Io, Lui e don Vitetti partimmo con la mia macchina per andare in Vaticano a contestare la decisione e il modo di come si era pervenuti  a tale decisione.

Anche nei confronti dei Comunisti, che negli anni ’50 non potevano entrare in Chiesa neppure da morti, Lui dialogava iniziative non discriminanti, come quando morì il Segretario del PCI di Cariati in un incidente stradale. Lui, contro il parere di tutti, si assunse la responsabilità di celebrare le esequie in Chiesa.

Queste cose hanno inciso moltissimo nel mio animo di giovane che viveva gli anni della formazione al Sacerdozio.

Ma don Ciccio era soprattutto l’Uomo della Preghiera, il Confessore ricercato, il Predicatore chiaro nell’esposizione e incisivo nella coscienza degli ascoltatori.

Credo sia stato uno dei Sacerdoti di Cariati più ascoltato e più rispettato per la Sua coerenza, la Sua puntualità, la Sua pazienza con tutti, anche quelli che a volte diventavano noiosi e pesanti e che Gli portavano via tanto tempo prezioso.

Un’ultima cosa voglio sottolineare : don Ciccio conosceva singolarmente tutte le persone di Cariati e nei momenti tristi si rendeva presente nelle loro famiglie.

Ogni anno in occasione della festa di San Cataldo, visitava tutte le Famiglie accompagnando il Comitato nella raccolta e nella sottoscrizione delle offerte per la festa.

Stasera vogliamo pregare per Lui e celebrare l’Eucaristia con Lui, unendoci all’Assemblea Celeste che permanentemente adora, loda, benedice e ringrazia il Dio della Vita consacrandola in un servizio di Amore al Signore ed alla popolazione di Cariati alla quale Lui è stato tanto legato. Vogliamo infine pregare perché nelle nostre Comunità ci siano sempre famiglie capaci di educare i figli a rispondere generosamente alla Chiamata del Signore che ha bisogno di Collaboratori fedeli come lo è stato don Ciccio Rizzuti.

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